Al Collegio dei Docenti
Al Consiglio d’Istituto
Alla RSU
Al D.S.G.A.
Al personale ATA
All’Albo della scuola e sul sito web
Oggetto: Atto di indirizzo del dirigente scolastico per la predisposizione e l’aggiornamento del piano
triennale dell’offerta formativa triennio 2025/26; 2026/27; 2027/28.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
• VISTA la Legge n. 59 DEL 1997, sull’autonomia delle istituzioni scolastiche
• VISTO il DPR 275/1999, che disciplina la suddetta legge in maniera specifica
• VISTA la Legge n. 107 del 2015, che ha ricodificato l’art. 3 del DPR 275/1999
• VISTO il D.L.vo 165 del 2001 e ss.mm. ed integrazioni in merito ai compiti e alle funzioni della
Dirigenza scolastica
• VISTA la Legge n. 107 del 13 luglio 2015 recante: la “Riforma del sistema nazionale di
istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”
• VISTO Il R.A.V
• VISTO il precedente PTOF
• PRESO ATTO che l’art. 1 della Legge 107/2015, ai commi 12-17, prevede che:
1. le istituzioni scolastiche predispongono entro il mese di ottobre il Piano triennale
dell’offerta formativa
2. il Piano deve essere elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le
attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Dirigente
Scolastico;
3. il Piano è approvato dal Consiglio d’Istituto
4. una volta espletate le procedure di cui ai precedenti punti, il Piano verrà pubblicato nel
portale unico dei dati della scuola
5. il Piano può essere rivisto annualmente entro ottobre
CONSIDERATO CHE
– le innovazioni introdotte dalla Legge 107/2015 mirano alla valorizzazione dell’autonomia
scolastica, che trova il suo momento più importante nella definizione e attuazione del Piano
dell’Offerta Formativa Triennale – la Legge 107/2015 rilancia l’autonomia scolastica per innalzare i livelli di istruzione e le
competenze degli alunni, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare
le diseguaglianze socioculturali e territoriali, per prevenire e recuperare l’abbandono e la
dispersione scolastica – per la realizzazione degli obiettivi inclusi nel Piano le istituzioni scolastiche si possono – avvalere di un organico potenziato di docenti da richiedere a supporto delle attività di attuazione
VALUTATE
• prioritarie le esigenze formative individuate a seguito della lettura “Rapporto di Autovalutazione” di Istituto
VISTI
• i risultati delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti restituiti in termini di misurazione dei
livelli della scuola e delle classi in rapporto alla media nazionale e regionale pugliese e,
limitatamente ai dati di scuola e del comune di Lucera, a parità di indice del background socio economico e familiare
TENUTO CONTO
• del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno contribuito a costruire l’identità dell’Istituto
• di quanto già realizzato dall’Istituzione scolastica in merito alle priorità individuate dal PdM
EMANA
ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 275/1999, così come sostituito dall’art. 1 comma 14 della Legge n.
107/2015, il seguente atto di indirizzo al Collegio dei docenti orientativo della compilazione della
pianificazione dell’Offerta Formativa Triennale, dei processi educativi e didattici e delle scelte di gestione e di amministrazione.
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è da intendersi non solo quale documento con cui l’istituzione
dichiara all’esterno la propria identità, ma come programma in sé completo e coerente di strutturazione
precipua del curriculo, delle attività, della logistica organizzativa, dell’ impostazione metodologico
didattica, dell’ utilizzo, valorizzazione e promozione delle risorse umane e non, con cui la scuola intende
perseguire gli obiettivi dichiarati nell’esercizio di funzioni che sono comuni a tutte le istituzioni
scolastiche in quanto tali, ma al contempo la caratterizzano e la distinguono.
PRECISA
che il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’istituto,
l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale ed il benessere
organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione
attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo vocato al miglioramento continuo
di tutti i processi di cui si compone l’attività della scuola non possono darsi solo per effetto delle azioni
poste in essere dalla dirigenza, ma chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera
professionalità che va oltre l’esecuzione di compiti ordinari, anche se fondamentali, e come elementi
indispensabili all’implementazione di un Piano che superi la dimensione del mero adempimento
burocratico e diventi reale strumento di lavoro, in grado di canalizzare l’uso e la valorizzazione di tutte
le risorse. il Collegio Docenti è, quindi, chiamato ad aggiornare il PTOF secondo quanto di seguito
individuato dal dirigente:
1. L’elaborazione del PTOF deve articolarsi tenendo conto non solo della normativa e delle
presenti indicazioni, ma facendo anche riferimento a vision e mission condivise e dichiarate
per il triennio, nonché del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno
contribuito a costruire l’immagine della scuola.
2. Nella progettazione curricolare ed extracurricolare si terrà conto del seguente principio
essenziale: progettare per competenze.
La progettazione sarà impostata ponendo come obiettivo il conseguimento di competenze (e
non solo di conoscenze e abilità) da parte degli studenti, intendendo per competenza un
criterio unificante del sapere; per svolgere compiti articolati e complessi è necessario che le
conoscenze e le abilità si integrino con attitudini, motivazioni, emozioni, comportamenti e
atteggiamenti che consentano di agire nella società con autonomia e responsabilità.
Si farà riferimento in particolare alle competenze chiave per la cittadinanza attiva dell’Unione Europea:
• competenza alfabetica funzionale
• competenza multilinguistica
• competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
• competenza digitale
• competenza personale, sociale e capacità di imparare ad imparare
• competenza in materia di cittadinanza
• competenza imprenditoriale
• competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali
Il Curricolo dovrà essere fondato sul rispetto dell’unicità della persona e sull’equità della proposta formativa: la scuola prende atto che i punti di partenza degli alunni sono diversi e si impegna a dare a tutti adeguate e differenziate opportunità formative per garantire il massimo livello di sviluppo possibile
per ognuno. Saranno individuati percorsi e sistemi funzionali al recupero, al potenziamento e alla valorizzazione del merito degli studenti.
La scuola, inoltre, dovrà garantire l’unitarietà del sapere. I risultati di apprendimento, indicati nel Profilo dello studente, dei percorsi scolastici fanno riferimento agli obiettivi formativi specifici dei diversi gradi
scolastici e delle loro articolazioni, ma promuovono anche un’impostazione pedagogica volta a superare la frammentazione e l’isolamento dei saperi e delle competenze.
Si terrà conto in particolare delle seguenti priorità:
a) Valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche: italiano, inglese e altre lingue straniere studiate nei vari indirizzi di studio presenti nell’istituto
b) Potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche
c) Potenziamento delle competenze digitali, con particolare riguardo al pensiero computazionale, all’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media
d) Potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati ad uno stile di vita sano
e) Sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica, attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale ed alla pace
f) Educazione alle pari opportunità, prevenzione della violenza di genere da sviluppare curricularmente come area integrata interdisciplinare ad opera di tutti gli insegnanti della classe
g) Potenziamento degli strumenti didattico – laboratoriali necessari a migliorare la formazione e i processi di innovazione dell’istituto
h) Formazione dei docenti per l’innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale per l’insegnamento, apprendimento e formazione delle competenze cognitive e sociali degli allievi
i) Adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per la trasparenza, condivisione di dati, scambio di informazioni e dematerializzazione
1) OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO; ESITI DEGLI STUDENTI
• Maggior equilibrio negli esiti delle prove INVALSI sia tra le classi sia entro le classi stesse
• Miglioramento negli esiti delle prove INVALSI, in modo che risultino in linea con la media nazionale e coerenti con i risultati scolastici generali
• Miglioramento delle competenze di cittadinanza e costituzione degli alunni, sviluppo di comportamenti responsabili, orientamento alla realizzazione di sé nella scuola, nel lavoro, nella società, nella vita
• Miglioramento dei risultati scolastici degli allievi, per una qualità diffusa delle performance degli studenti
• Potenziamento delle abilità degli alunni con Bisogni Educativi Speciali
• Incremento delle competenze nelle lingue comunitarie anche attraverso il conseguimento di certificazioni esterne
• Potenziamento delle competenze informatiche
2) STRUMENTI; PROCESSI E AMBIENTI DI APPRENDIMENTO PROVE INVALSI E RISULTATI SCOLASTICI
• Analisi accurata delle prove standardizzate degli anni scorsi, in modo da individuare punti di forza e di debolezza e correggere opportunamente la programmazione didattica
• Progettazione di percorsi didattici e attività a classi parallele e in continuità con la piena condivisione tra i docenti di traguardi, obiettivi, contenuti, metodi, criteri e griglie di valutazione
• Realizzazione di prove comuni per competenze da proporre in ingresso, in itinere e a conclusione d’anno
• Ricerca e applicazione di strategie didattiche da condividere con i colleghi durante le riunioni dedicate alla didattica, in modo che quei momenti siano luoghi di studio e autentico confronto per il miglioramento
• Realizzazione di attività di recupero e potenziamento anche attraverso i progetti PNRR e PN
COMPETENZE DI EDUCAZIONE CIVICA
• Utilizzo del “voto di condotta” come strumento di valutazione delle competenze di civismo. Conseguente definizione del voto di condotta stesso attraverso indicatori significativi e relativi descrittori.
• Realizzazione di un curricolo per competenze di “Educazione civica” con percorsi educativi e progetti di istituto che, in continuità, perseguano comuni traguardi di competenza.
• Attenzione particolare alla cittadinanza attiva, alla pratica di vita democratica, all’avvicinamento degli alunni alle istituzioni, alla sensibilizzazione ai problemi dell’ambiente, alle tematiche di rilevanza sociale, al rispetto dell’altro, alla responsabilità nell’uso dei social network e nella navigazione in rete (incontri con le forze dell’ordine e con esperti).
RISULTATI SCOLASTICI
• Adozione di una didattica flessibile, che privilegi l’utilizzo del metodo cooperativo, superando la didattica trasmissiva in favore di uno sviluppo delle competenze del “saper fare”.
• Predisposizione di ambienti di apprendimento innovativi, adatti alle attività di apprendimento cooperativo e alla promozione del senso di responsabilità e collaborazione.
• Verifica dei risultati degli allievi nelle competenze trasversali e nelle diverse discipline anche attraverso prove comuni standardizzate e in continuità tra i diversi ordini di scuola.
• Coinvolgimento di tutti i docenti in un costante lavoro di confronto, condivisione e crescita professionale (anche attraverso la formazione), nei dipartimenti disciplinari e in ogni possibile
occasione di programmazione/verifica comune.
CONTINUITA’ E ORIENTAMENTO
• Progettazione di percorsi didattici centrati sulla conoscenza di sé che tendano al traguardo dell’autoconsapevolezza degli alunni e li orientino nella progressiva costruzione di un loro “progetto
di vita”.
• Progettazione di attività didattiche svolte da docenti di ordini di scuola diversi al fine di favorire un avvicinamento degli studenti allo step successivo del proprio percorso scolastico.
• Formazione di alunni “tutor”, che accompagnino gli alunni più piccoli nei passaggi da un ordine di scuola all’altro.
• Raccordo curricolare tra i diversi ordini di scuola e adozione di un sistema di valutazione comune e condiviso nell’istituto.
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: INCLUSIVITA’
• Adeguamento del Piano per l’Inclusività alle esigenze, sempre mutevoli, espresse dagli alunni e dalle loro famiglie.
• Traduzione del Piano per l’Inclusività in attività rivolte al superamento delle difficoltà di integrazione,
al potenziamento delle abilità in alunni BES, all’accoglienza e al sostegno per le famiglie.
• Attenzione a ogni forma di “disagio” e cura del dialogo tra la scuola e le famiglie di alunni con BES.
• Incremento delle attività a sostegno degli alunni con disabilità utilizzando le risorse in
organico e la collaborazione con i servizi sociali, e offrendo ai docenti la possibilità di una formazione specifica.
• Garanzia di pari opportunità all’interno del percorso scolastico e contrasto ad ogni forma di discriminazione, di cyber bullismo, di bullismo, nel rispetto del dettato della Costituzione Italiana
(artt. 3, 4, 29, 37, 51).
Il Piano dovrà pertanto includere:
• l’offerta formativa;
• il curricolo verticale caratterizzante;
• le attività progettuali;
• i regolamenti e quanto previsto dalla Legge n.107/2015 al comma 7 dalla lettera a alla lettera s;
• le iniziative di formazione per gli studenti, compresa la conoscenza delle procedure di primo soccorso (Legge n. 107/15 comma 16),
• l’attività formative obbligatorie per il personale docente ed ATA (Legge n.107/15 comma 12),
• Piano per la formazione del personale dei Docenti
• la definizione delle risorse occorrenti, attuazione principi pari opportunità, parità dei sessi, lotta alla violenza di genere e le discriminazioni, (con specifico impegno alla realizzazione di attività di
sensibilizzazione);
• le azioni per difficoltà e problematiche relative all’integrazione degli alunni stranieri e con italiano come L2,
• le azioni per sviluppare e migliorare le competenze digitali di alunni e personale attraverso il
Piano Nazionale per la Scuola Digitale
• I percorsi di PCTO
Il Piano dovrà inoltre includere ed esplicitare:
• gli indirizzi del DS e le priorità del RAV;
• il fabbisogno di posti comuni, di sostegno, e per il potenziamento dell’offerta formativa, (comma 2);
• il fabbisogno degli ATA (comma 3);
• il fabbisogno di strutture, infrastrutture, attrezzature materiali;
• il Piano di Miglioramento (riferito al RAV);
• il Piano di Formazione in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa;
• la rendicontazione sociale e la pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Matteo Capra
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